FOTO 12 ottobre 2021, Giardini Reali “fogli e foglie al vento”

Anche i file video dell’evento ai Giardini Reali si possono scaricare QUI con WeTransfer fino al 19 ottobre 2021, dopo saranno disponibili in formato YouTube.

FOTO 12 OTTOBRE 2021

Utilizzo dei materiali concesso per scopi esclusivamente informativi e didattici con citazione obbligatoria della fonte pescedipace.org in caso di pubblicazioni e/o condivisioni.

VIDEO 12 ottobre 2021, Giardini Reali “fogli e foglie al vento”

N.B. I file video dell’evento ai Giardini Reali sono scaricabili dal link WeTransfer fino al 19 ottobre 2021, dopo saranno disponibili solo in formato YouTube. Le foto sono disponibili QUI.

video 01 tutti in Piazza San Marco

video 02 ingresso dal ponte levatoio

video 03 ingresso dal ponte levatoio

video 04 ingresso Patriarca di Venezia Francesco Moraglia

video 05 Nadia De Lazzari, Presidente Pesce di Pace

video 06 Adele Re Rebaudengo, Presidente Venice Gardens Foundation

video 07 Linda Damiano, Presidente Consiglio Comunale di Venezia

video 08 Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia

video 09 Sara Lunardelli, APV Investimenti

video 010 Elia e il disegno di copertina

video 011 collegamento con Beirut

video 012 Youssef Mhanna Console Libano

video 013 Massimiliano De Martin Assessore Città Sostenibile

video 014 consegna forbici e bouquet

video 015 consegna kit Ortobimbo

video 016 taglio nastro mostra

video 017 foglie e foglie al vento

video 018 bambini trovano disegno nel libro

Utilizzo dei materiali concesso per scopi esclusivamente informativi e didattici con citazione obbligatoria della fonte pescedipace.org in caso di pubblicazioni e/o condivisioni.

Pace e Covid: 500 disegni in mostra ai Giardini Reali di Venezia il 12 ottobre 2021

MOSTRA APERTA AL PUBBLICO in orario 12:00-17:00 solo martedì 12 ottobre 2021. Evento riservato alle scuole alla mattina.

Un ponte colorato di amicizia e solidarietà attraversa il Mediterraneo e unisce Venezia con Beirut.

500 bambini accendono i riflettori sulla Pace e sul Covid. Gli alunni per un anno intero hanno disegnato, a due a due e a distanza, nello stesso foglio di carta le loro città e la pandemia. Hanno iniziato i piccoli studenti veneziani e completato i coetanei beirutini. Con loro gli insegnanti, le famiglie, 14 artisti. I due temi del progetto che ha preso il via sui banchi di scuola in piena pandemia sono stati: “Venezia e Beirut, le nostre città” e “Noi a scuola con il Covid”.

7 le scuole elementari partecipanti. Venezia: Canal, Istituto Cavanis, Gallina, Istituto San Giuseppe Caburlotto, Zambelli; Cavallino–Treporti: Pascoli: Beirut: Istituto Notre Dame Du Mont Carmel – Fanar.

MESSAGGI

Adele Re Rebaudengo, presidente di Venice Gardens Foundation: “Bambini siamo felici di accogliervi! I vostri disegni sono straordinari, sono un messaggio di vita e di speranza. I Giardini Reali, amati dai veneziani e dal mondo, sono luogo d’incontro, di pensiero, di ricerca, di armonia e di cultura. I disegni realizzati da voi bambini di Venezia, Cavallino–Treporti e Beirut sono meravigliosi. Le vostre importanti visioni e i bellissimi sogni su carta punteggiano ora lo storico pergolato che attraversa i Giardini Reali accordandosi con magia alla fitta vegetazione, cascate colorate di gioia, amicizia, solidarietà con il mondo e la natura”.

Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: “La mia soddisfazione sta nel sapere che Venezia è incrocio di culture e dialogo tra i popoli. Una storia che acquisisce ancora più significato quest’anno che vede Venezia celebrare i 1600 anni dalla sua Fondazione. Una città che continua a parlare al mondo, rivendica quel suo ruolo di ambasciatrice dell’Italia all’estero e, questa volta lo fa attraverso i bambini e i loro disegni. Perchè il futuro è nelle loro mani e il nostro compito è quello di consegnare alle nuove generazioni un mondo di pace, dove la tutela dell’ambiente sia un impegno concreto e dove Venezia, da isola rifugio, sia sempre più arcipelago di civiltà, progresso e sviluppo”.

Ambasciatrice del Libano in Italia Mira Daher: “E’ meraviglioso che un bambino di Beirut possa completare l’altra metà di un quadro dipinto per lui da un bambino di Venezia come segno di fratellanza e solidarietà. Dovremmo prendere tutti esempio dall’innocenza dei bambini che attraverso i loro disegni manifestano la tolleranza e la sincerità malgrado la difficoltà del momento. Un saluto a Nadia De Lazzari e a Venezia: Pesce di Pace per questa bella iniziativa”.

Patriarca di Venezia Francesco Moraglia: “Un altro “ponte di pace” è stato realizzato attraversando di nuovo il Mediterraneo e mettendo in relazione fra loro 500 bambini di Venezia, Cavallino-Treporti e Beirut. Il ponte forse più arduo da costruire, tra i tanti ideati in questi anni con intelligenza e passione da Nadia De Lazzari e l’associazione Venezia: Pesce di Pace. La pandemia, infatti, ha segnato non solo gli adulti ma soprattutto i bambini stravolgendone i ritmi scolastici e i percorsi educativi. Alla fine questo ponte ideale e concretissimo è stato costruito. Nei messaggi scritti dai bambini, a corredo (non banale) dei disegni risalta il carattere dell’iniziativa che rinnova la vocazione di Venezia che quest’anno festeggia il suo 1600esimo compleanno. Venezia è lo spazio che rende attuabile l’incontro, la sinergia e lo scambio culturale tra persone, culture e fedi anche profondamente diverse fra loro ma che condividono un tratto di strada e di vita nel rispetto delle proprie identità. Ancora una volta sono proprio i più piccoli ad indicare la strada da cui ricominciare – nel nome della pace e dell’amicizia – dando, così, ai più grandi la possibilità di guardare al futuro con un po’ più di fiducia”.

Presidente dell’Autorità Portuale Fulvio Lino Di Blasio con l’ex Commissario Cinzia Zincone: “All’inizio del secolo XV le “mude al trafego” facevano la spola tra i due bacini del Mediterraneo, trasportando il loro carico di merci da Venezia all’Oriente, fino a Beirut. Venezia e Beirut sono unite dalla storia, dalla cultura, dall’arte, dalla solidarietà, dai loro porti, crocevia di popoli. Accogliamo con gioia la proposta dei bambini di mantenere un dialogo aperto tra queste due città–porto che celebrano e onorano le diversità come ricchezze”.

Per il progetto educativo internazionale VENEZIA-BEIRUT, il 4 ottobre 2021 Festa di S. Francesco d’Assisi, è arrivato il messaggio del SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITA’ Card. Pietro Parolin

“Mi congratulo per la realizzazione del progetto educativo internazionale “Disegni a 1000 mani, Venezia – Beirut”, al quale hanno partecipato gli alunni dell’Istituto Notre Dame du Mont Carmel (Fanar, Beirut) e delle scuole elementari di Venezia Canal, Cavanis, Gallina, Istituto San Giuseppe Caburlotto, Zambelli e Pascoli di Cavallino–Treporti. La mostra “Fogli e foglie al vento” offre l’opportunità ai bambini delle città venete (e non solo) di volgere lo sguardo verso i bambini del Libano, Paese provato da tante difficoltà.

Ho avuto la possibilità di visitare lo scorso anno Beirut, dopo l’esplosione che ha distrutto il porto e parte della città. Ho potuto incrociare gli sguardi segnati dal dolore di tanti bambini e ragazzi e di tante persone, intente a rimuovere le macerie e riabilitare case, scuole, ospedali. Nonostante stessero toccando con mano la distruzione, quei bambini e quei ragazzi non hanno smesso di sognare; in loro non si è mai assopito il desiderio di costruire un domani migliore.

Ammiro, cari bambini, il vostro coraggio. Nella vostra semplicità state costruendo un ponte, fatto di disegni, pensieri, desideri. Gesù ha insegnato ai suoi discepoli che una strada privilegiata per essere felici è quella di “costruire la pace”. Siate audaci e non arrendetevi: in famiglia, a scuola, mentre fate sport o vi divertite con i vostri amici, costruite sempre legami di pace!

Il vostro è un esempio eloquente per il mondo intero. Continuate a farvi condurre da questo anelito di pace: così sarete davvero protagonisti del futuro. Scrutate con attenzione anche i tanti gesti di solidarietà concreta che vi circondano, senza farvi scoraggiare dagli insuccessi o dai sogni non ancora realizzati.

Anche agli organizzatori e a quanti sostengono questo lodevole “appuntamento con la solidarietà”, ormai al trentesimo anno di vita, auguro di trovare nelle pagine di questa pubblicazione stimoli per continuare a crescere nello sforzo di essere “costruttori di pace””.

Presidente Associazione Venezia: Pesce di Pace Nadia De Lazzari: “Sono passati 30 anni dal primo disegno fatto insieme, a distanza, da un bimbo di Venezia e di Sarajevo dove nel pieno della guerra sono andata 40 volte. Lo scorso anno, in piena pandemia, in mascherina rispettando tutte le regole, mi sono recata nelle scuole. E’ stato un progetto culturale impegnativo in un tempo difficile ma l’adesione e la collaborazione degli insegnanti e delle famiglie sono state fondamentali. Gli alunni hanno disegnato Venezia, Cavallino–Treporti, Beirut e il Covid. Nel retro del foglio hanno scritto messaggi commoventi invitando tutti alla prudenza e a vaccinarsi per poter ancora giocare e frequentare la scuola. Due piccoli studenti hanno sintetizzato: “Io e te abbiamo fatto un capolavoro. Questo non è un disegno, è un impegno per la vita. Grazie a tutti”.

PATROCINIO E SUPPORTO

Il Progetto “DISEGNI A 1000 MANI, VENEZIA – BEIRUT” ha il patrocinio del Comune di Cavallino–Treporti e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, il supporto di APVInvestimenti e Fondazione Archivio Vittorio Cini

GLI ARTISTI

Al progetto hanno partecipato 14 artisti (7 italiani e 7 libanesi) che, con la stessa modalità dei bambini – uno inizia, l’altro completa – hanno donato le loro opere alle 7 scuole partecipanti.

L’arte, linguaggio universale, come anello di Pace e di speranza per unire l’Italia e il Libano, nonostante le restrizioni del coronavirus. Nell’opera gli artisti ognuno con il proprio stile hanno unito Oriente e Occidente. Nel retro hanno scritto messaggi rivolti all’altro. Caratterizzati dall’armonia di linee e colori i dipinti sottolineano l’importante patrimonio culturale, storico, artistico e rafforzato la collaborazione, l’amicizia e la solidarietà tra i due Paesi. Il gemellaggio si è rivelato straordinario nei risultati.

Artisti libanesi: Maha Abou Chacra, Maya K. Farés, Mona Jabbour, Mona Kabbani Khater, Leila Kanso, Lamia Saab Muhtar, Zaher El Bizri.

Artisti italiani: Carla Erizzo, Shamira Minozzi, Maurizio Amendola, Valerio Held, Luigi Ballarin, Valerio Bacciolo, Edoardo Iaccheo.

L’iniziativa è inserita nel programma e nel video del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2021.

Venezia: Pesce di Pace segue gli orientamenti dell’Agenda 2030 Onu, Goal 1 (Sconfiggere la Povertà), 4 (Istruzione di Qualità), 10 (Ridurre le Disuguaglianze), 11 (Città e Comunità Sostenibili), 16 (Pace, Giustizia e Istituzioni Solide.

VENEZIA: PESCE DI PACE – Un impegno lungo 30 anni, 1992-2021

L’idea di condividere lo stesso foglio di carta è nata nel 1992 a Sarajevo durante la guerra alla volontaria veneziana Nadia De Lazzari. Da allora migliaia di bambini hanno colorato il mondo alla ricerca della Pace. Da Sarajevo a Kinshasa, Gerusalemme, New York, Ulaan-Bator, Islamabad, Istanbul, Londra, Berlino, Mosca, Rodi, Yerevan, Hewitt, Tunisi, Rabat, Trieste, Trento, Beirut. Il progetto ha ricevuto il plauso di 4 Presidenti della Repubblica (Mattarella, Napolitano, Ciampi, Scalfaro) e le benedizioni di 3 Papi (Papa Francesco, Papa emerito Benedetto XVI, San Giovanni Paolo II).

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Venice Gardens Foundation ospita i bambini ai Giardini Reali, progetto “Fogli e foglie al vento, Venezia – Beirut”

Il prossimo 12 ottobre negli splendidi Giardini Reali di Venezia sarà inaugurata la mostra “Fogli e foglie al vento, Venezia – Beirut” dell’associazione Venezia: Pesce di Pace in collaborazione con la Venice Gardens Foundation, nel programma di Venezia 1600 e del Festival Sviluppo Sostenibile.

La presidente Adele Re Rebaudengo spiega: “Siamo lieti di ospitare ai Giardini Reali che abbiamo restaurato questo importante progetto internazionale educativo e di accogliere tutti i bambini. Siamo soprattutto felici di mostrare questi disegni che sono straordinari, mostrano una grande profondità e sono veramente un messaggio di vita e di speranza”.

Ai piccoli studenti una grande sorpresa: per ricordare la speciale giornata avranno l’occasione di attraversare il ponte levatoio di legno e acciaio.

Il progetto educativo internazionale, realizzato durante la pandemia a cura di Nadia De Lazzari con la collaborazione di oltre 30 insegnanti e dirigenti scolastici, è il frutto di un impegno lungo un anno scolastico durante il quale bambini di differenti culture hanno realizzato un ponte colorato da una sponda all’altra del Mediterraneo.

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L’Archivio Vittorio Cini nel progetto “Fogli e foglie al vento, Venezia – Beirut”

“Fogli e foglie al vento, Venezia – Beirut” è il titolo della mostra che si terrà il prossimo 12 ottobre negli splendidi Giardini Reali riaperti dalla Venice Gardens Foundation e che vede il sostegno della Fondazione Archivio Vittorio Cini.

I protagonisti sono i bambini di Venezia e di Beirut che, insieme e a distanza, hanno disegnato le loro “città amiche” e i difficili momenti del “Covid a scuola”.

7 le scuole partecipanti. A Venezia e Cavallino-Treporti: Canal, Cavanis, Gallina, Istituto San Giuseppe Caburlotto, Zambelli, Pascoli. A Beirut: Collège Notre Dame Du Mont Carmel – Fanar.  

Tra i sostenitori del progetto educativo internazionale Giovanni Alliata di Montereale che commenta con queste parole:

“Questa iniziativa educativa di riunire attraverso fogli di carta i bambini delle scuole di Venezia e di Beirut è commovente. I loro disegni vengono messi a fronte in una pubblicazione di un volume. L’iniziativa realizzata in piena pandemia e altri fatti molto seri è significativa. Speriamo di dare degli esempi su come si possa stare bene insieme anche a distanza di così grandi spazi e soprattutto in aree del mondo molto problematiche come continua ad essere il Medio Oriente. L’autrice è Nadia De Lazzari che da anni un grande motore propulsivo”.

Il progetto educativo internazionale è inserito nel Festival dello Sviluppo Sostenibile 2021, Agenda 2030 Onu.

Giovanni Alliata di Montereale con la figlia Ottavia e, al centro, Nadia De Lazzari.

L’Arte non si fa da parte tra Beirut e Venezia, nemmeno in tempo di Covid.

Felici, entusiasti, orgogliosi. Sono i bambini di Beirut intenti a colorare la metà del loro foglio di carta.

Ecco una serie di immagini fotografiche. Si può osservare che bambini e insegnanti indossano la mascherina protettiva.

E’ un inizio d’anno pieno di speranza. Gli alunni dell’Istituto Notre Dame du Mont Carmel stanno completando il disegno iniziato dai coetanei di Venezia. In quello spazio i piccoli studenti hanno realizzato cuoricini, fiori, cedri, arcobaleni, anche bandiere libanesi e italiane. Sono i sogni dei “piccoli artisti in erba” accompagnati dai loro pensierini.

Nelle varie classi illuminate da uno splendido sole orientale le insegnanti – tra queste la maestra Gladis Dagher – spiegano ai bambini  i dettagli del progetto educativo/formativo “Disegni a 1000 mani, Beirut – Venezia” promosso dall’Associazione Venezia: Pesce di Pace.

Due sono i temi proposti agli alunni:

  • “Le nostre città, Beirut e Venezia”;
  • “Le nostra scuole al tempo di Covid”.

Suor Ghada, responsabile della Comunità e supervisore della Scuola, annuncia con gioia l’inizio del Progetto e aggiunge: “I ragazzi sono molto contenti. Il progetto è molto bello perché questa è la realtà della vita, relazioni, incontri, mondo senza frontiere”. 

A tutti buon lavoro. Saluti da Venezia!

Addio Rav Elia Richetti

Addio a Rav Elia Richetti, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Venezia dal 2001 al 2010.

“Era uomo di Pace – commenta Nadia De Lazzari – e voce tenore dei canti sinagogali. La sua scomparsa, domenica 4 aprile a Milano dove era Rabbino alla Sinagoga di Via Eupili, è per noi un grande dolore unito a indimenticabili ricordi. L’Associazione Venezia: Pesce di Pace, vicina alla moglie Enrica, ai due figli Ishai e Nurith, alle Comunità Ebraiche, lo ricorda con grande rispetto e affetto”.

Venezia: Pesce di Pace ricorda Rav Elia Richetti come un Maestro apprezzato per la grande capacità di dialogo interreligioso, era sempre sorridente e disponibile ad incontrare bambini e ragazzi. A loro trasmetteva in modo semplice pensieri profondi e rispondeva con calore ai loro quesiti. Dei piccoli alunni diceva: “Sono quelli che fanno le domande più difficili”.  

Trialogo 2005, Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia. Rav Elia Richetti con studenti delle scuole San Luigi di Eraclea e Brandolini Rota di Oderzo.

In particolare, nel 2005 , Rav Elia Richetti ha partecipato in qualità di relatore al “Trialogo”, l’inconsueto incontro dei tre fratelli in Abramo: un imam, un rabbino, un sacerdote. Il tema era “L’Altro”. Il “Trialogo”, promosso da Venezia: Pesce di Pace, si è tenuto il 27 settembre presso la Scuola Grande San Giovanni Evangelista, Venezia.

Questa è una sintesi del pensiero di Rav Elia Richetti: “In un momento come il presente, quando masse di persone, ognuna con le sue caratteristiche culturali, si spostano da una parte all’altra del globo, è dovere di ognuno domandarsi quale sia il rapporto con chi è diverso da lui per qualsivoglia aspetto. Come approcciarmi all’altro? Che cos’è che determina “l’altitudine”? Chi è l’altro? Ma soprattutto, esiste chi è “altro”? La tradizione millenaria ebraica suggerisce una linea di risposte forse inaspettata…”.

2005, Rav Elia Richetti con Nadia De Lazzari

Abbraccio d’oro tra Oriente e Occidente

L’oro e il mare, le navi e i ponti, Beirut e Venezia. E’ piena di luminosità l’opera realizzata dall’artista Mona Kabbani Khater di Beirut insieme all’artista Luigi Ballarin di Venezia.

La singolare composizione è inserita in un raffinato elemento decorativo in rilievo che la mette in risalto. L’opera è un unicum valorizzato dal colore azzurro. E’ la vastità del mare, quello Mediterraneo con le sue onde sferiche e quello dello specchio d’acqua della Laguna veneta che è la più estesa del mar Mediterraneo. 

Il Mediterraneo è vita, storia, cultura, è incontro di popoli e di civiltà. Nelle coste orientali vi abitavano i Fenici dal 1200 al 539 avanti Cristo. Essi hanno inventato l’alfabeto, l’antenato di quasi tutti i sistemi alfabetici del mondo. Commerciavano soprattutto legname e altri oggetti che scambiavano con altri popoli. Navigavano anche di notte, prendevano come riferimento le costellazioni e tracciavano con abilità le rotte. La Laguna, formata da acqua, canali, barene, occupa una superficie di circa 550 chilometri quadrati. Nel 1987 il territorio è stato inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco. L’accesso al mar Adriatico è regolato dall’imponente opera del MOSE (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) che difende Venezia dal fenomeno dell’acqua alta.

Nel dipinto dei due artisti si ritrova anche il viaggio, che è meraviglia, scoperta, emozione che prende la forma di due navi fenicie e dell’antica mappa di Venezia. L’artista Mona Kabbani Khater ha inserito anche un pescatore. Non c’è niente di più bello dell’attesa. L’uomo viaggia e pesca. Il tempo scorre, lui sperimenta e trova… un tesoro. Trova Venezia che quest’anno celebra i 1600 anni dalla sua fondazione.    

Nel retro del dipinto l’artista libanese Mona Kabbani Khater illustra in modo chiaro la sua opera soffermandosi soprattutto sul piano storico: “I Fenici sono un antico popolo originario della città di Fenicia che corrisponde al Libano. Per 2000 anni la Fenicia è stato l’anello di congiunzione tra l’Occidente e l’Oriente grazie ai marinai. I Fenici infatti oltre che abili agricoltori ed eccellenti commercianti erano grandi navigatori. Nel XIII secolo a.C. hanno anche inventato le prime lettere dell’alfabeto. Nel mio disegno ho rappresentato le navi fenicie e l’alfabeto. Un grande grazie all’artista Luigi Ballarin”.   

Il dipinto verrà donato a una scuola che ha partecipato al progetto educativo internazionale “Disegni a 1000 mani”, ideato da Nadia De Lazzari dell’associazione di volontariato Venezia: Pesce di Pace. 

Curiosità – Invenzione dell’alfabeto

I Fenici che scrivevano in cuneiforme hanno inventato, primi fra tutti, la scrittura alfabetica che si sviluppava su righe da destra a sinistra. L’alfabeto era formato da 22 segni consonantici. Le vocali non avevano segni.   

Beirut Venezia per lo Sviluppo Sostenibile Agenda 2030

Il progetto “Disegni a 1000 mani, Beirut-Venezia” è orientato dall’Agenda 2030, obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile n. 1 Sconfiggere la Povertà, n. 4 Istruzione di Qualità, n. 10 Ridurre le Disuguaglianze, n. 11 Città e Comunità Sostenibili, n. 16 Pace, Giustizia e Istituzioni Solide.

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Incontri di Pace nella gondola dell’Arte

Il mare Mediterraneo unisce tre continenti, l’Europa, l’Asia, l’Africa. Anche l’arte con il suo linguaggio universale fa incontrare persone di differenti culture. E’ questo lo spirito della composizione artistica realizzata a quattro mani, a Beirut dall’artista Mona Jabbour (parte superiore) e a Venezia dall’artista Maurizio Amendola (parte inferiore).

L’opera è stata dipinta in due distinti momenti. Il lato alto è ispirato a un racconto mitologico di un anziano greco. E’ da ricordare che la scrittura fenicia ha dato vita all’alfabeto greco. Da questo ha preso forma l’alfabeto cirillico che si è diffuso in Europa orientale.

Nel dipinto un grande spazio è dedicato al mar Mediterraneo dove un tempo navigava l’antico popolo fenicio. La particolare spiegazione arriva dall’artista Mona Jabbour nata nel Paese dei Cedri: “A scuola da piccola era mio stile fare dipinti di poesie”. Qui per continuare lo scambio con l’artista veneziano ha scelto il tema della mitologia, quello dell’Europa che era una principessa fenicia.

Nella parte superiore c’è quindi il passato con la sua storia. Da notare il francobollo con le lettere fenicie. In quella inferiore il futuro è rappresentato da una gondola colorata carica di bambini provenienti da tutto il mondo. I piccoli ambasciatori di pace lanciano palloncini in segno di gioia.

Nel retro del dipinto l’artista Mona Jabbour accanto all’autoritratto ha scritto questo commento in lingua inglese: “L’arte è un linguaggio universale: gli artisti comunicano idee, esprimono emozioni, danno spazio alla creatività e progettano le loro visioni… Per ridurre i conflitti collettivi o personali del nostro mondo è molto prezioso dare ai bambini la possibilità di un’educazione che porterà all’autorealizzazione, quindi al progresso”.

Il dipinto verrà donato a una scuola che ha partecipato al progetto educativo internazionale “Disegni a 1000 mani”, ideato da Nadia De Lazzari dell’associazione di volontariato Venezia: Pesce di Pace. 

Beirut Venezia per lo Sviluppo Sostenibile Agenda 2030

Il progetto “Disegni a 1000 mani, Beirut-Venezia” è orientato dall’Agenda 2030, obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile n. 1 Sconfiggere la Povertà, n. 4 Istruzione di Qualità, n. 10 Ridurre le Disuguaglianze, n. 11 Città e Comunità Sostenibili, n. 16 Pace, Giustizia e Istituzioni Solide.

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I bambini del mondo si incontrano nella nave fenicia e nella gondola

La simpatica e colorata opera è stata realizzata dall’artista libanese Maya K. Farés che ha completato quella del fumettista veneziano Valerio Held.

La composizione artistica sembra dipinta dalla stessa mano. C’è aria di gran festa a Beirut e a Venezia dove i “bambini del mondo” si sono dati appuntamento. Sono tanti, tantissimi, belli, bellissimi. Sorridono, spalancano le braccia, si abbracciano. Un bimbo è arrivato a nuoto, sul volto indossa una maschera subacquea rossa, in una mano tiene stretta la bandierina libanese (adottata nel 1943). E’ formata da due bande rosse laterali (rappresentano il sangue versato per la liberazione) e una banda centrale bianca (simboleggia la pace e la neve che copre le montagne del Libano). Nel mezzo si trova l’albero del cedro verde (cedrus libani). Significa l’immortalità e la fermezza.


Nuota veloce il bambino di Beirut perché non vuole perdersi nemmeno un istante dello straordinario incontro. I suoi amici che sono già arrivati sprizzano di gioia. C’è chi è salpato da Beirut su un’antica nave fenicia dotata di una vela gonfia del vento della solidarietà e dell’amicizia. E chi invece è balzato a bordo di tipiche imbarcazioni veneziane, la gondola azzurra e la patanea verde. Non si conoscono, provengono da luoghi differenti, parlano lingue diverse, eppure si incontrano, si riconoscono, si capiscono. Il loro linguaggio si chiama INNOCENZA e AMORE.  Sullo sfondo sono visibili due simboli, uno cristiano e l’altro musulmano, il campanile e il minareto. La loro presenza è un monito per  il mondo. Con i bambini gioiscono anche i pesci, le conchiglie, i gabbiani. Il bene attraverso i piccoli ha trovato la sua via insostituibile per manifestarsi.

Nel retro del dipinto l’artista libanese Maya K. Farés ha scritto in due lingue, inglese e arabo, questo significativo commento: “La Pace e la non-violenza dovrebbero diventare parte della nostra esistenza quotidiana. Questo è l’unico modo per garantire una pace giusta e sostenibile nel mondo”.

Il dipinto verrà donato a una scuola che ha partecipato al progetto educativo internazionale “Disegni a 1000 mani”, ideato da Nadia De Lazzari dell’associazione di volontariato Venezia: Pesce di Pace. 

Beirut Venezia per lo Sviluppo Sostenibile Agenda 2030

Il progetto “Disegni a 1000 mani, Beirut-Venezia” è orientato dall’Agenda 2030, obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile n. 1 Sconfiggere la Povertà, n. 4 Istruzione di Qualità, n. 10 Ridurre le Disuguaglianze, n. 11 Città e Comunità Sostenibili, n. 16 Pace, Giustizia e Istituzioni Solide.

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