Danzano insieme la Principessa libanese e la Dogaressa veneziana

Il dipinto racconta un’antica storia che si rinnova, l’incontro di due popoli, due mondi, Beirut e Venezia, l’Oriente e l’Occidente. 

E’ una meraviglia per gli occhi la Danza della Principessa libanese e della Dogaressa veneziana. I loro movimenti sono armonia, colore, musica, vale a dire cultura che si eleva ad arte.

L’opera è il frutto di due artisti, la libanese Lamia Saab Muhtar che ha completato il lavoro iniziato dall’italiano Valerio Bacciolo. Lei che abita a Beirut dipinge la luce del mondo. Per lui che vive a Venezia, Cavallino-Treporti, tutto è oro e colore. 

I pensieri dei due Autori

Lamia Saab Muhtar dice: “Questo progetto per me ha tanti significati. E’ un grande onore far parte di questo gruppo. Amo Venezia”. Valerio Bacciolo risponde: “Sono felice, ammirato e orgoglioso di far parte di questo progetto internazionale. Nadia mi ha dato una grande opportunità soprattutto come uomo. Il mondo dell’Oriente va approfondito. Ho apprezzato molto il dipinto di Lamia che ha sposato artisticamente il nostro mondo. C’è cuore, anima, spiritualità. E’ il nostro dono ai bambini di una scuola”.

Tutto è bellezza, pace, futuro. La loro incantevole opera, dipinta a distanza prima in laguna e successivamente nel Paese dei Cedri, si sofferma su due caratteristici ed eleganti particolari. In totale gli artisti selezionati sono 14.

La storia dei preziosi copricapi

Il “tantour” di forma conica era popolare nel Levante, aveva nastri di seta e un velo bianco. Altezza e composizione – anche tempestati di perle e pietre preziose – erano proporzionati alla ricchezza di chi lo indossava, Nel giorno delle nozze il marito lo donava alla sposa. Il “corno dogale” era uno dei più famosi simboli di Venezia. Lo indossavano i Dogi. Veniva soprannominato “zoia” – che significa gioiello – perché era molto prezioso. Era trapuntato con fili d’oro, adornato di 24 perle un grande rubino e una croce formata da 28 smeraldi e 12 brillanti. Marco Polo, dai suoi lunghi viaggi in Oriente, portò a Venezia un copricapo simile chiamato boqta che era usato dalle regine della Mongolia e in Europa prese il nome hennin.

Il dipinto verrà donato a una scuola che ha partecipato al progetto educativo internazionale “Disegni a 1000 mani”, ideato da Nadia De Lazzari dell’associazione di volontariato Venezia: Pesce di Pace. 

Beirut Venezia per lo Sviluppo Sostenibile Agenda 2030

Il progetto “Disegni a 1000 mani, Beirut-Venezia” è orientato dall’Agenda 2030, obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile n. 1 Sconfiggere la Povertà, n. 4 Istruzione di Qualità, n. 10 Ridurre le Disuguaglianze, n. 11 Città e Comunità Sostenibili, n. 16 Pace, Giustizia e Istituzioni Solide.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è pesce-di-pace-obiettivi-agenda-2030-progetto-venezia-beirut-.png

Beirut, Venezia e i bambini: pura poesia per il cuore e la mente

Yara e Mustapha sono i primi bambini libanesi a ricevere i disegni dall’Italia

Yara

Due grandi sorrisi, tanta spontaneità e due fogli da disegno fra le mani. Gli elaborati provengono da Venezia, esattamente dalla Scuola Primaria Canal dell’Istituto Comprensivo Morosini.

Nella città delle gondole li hanno colorati due piccoli studenti occupando solo metà spazio. La parte bianca l’hanno lasciata per i piccoli amici di Beirut (ancora non si conoscono) che vivono nel Paese dei Cedri.

Mustapha

I bambini veneziani hanno illustrato la loro città tra case colorate, il Canal Grande, la gondola e mezzo sole. Ora il compito di Yara e Mustapha, “artisti in erba” libanesi, è quello di continuare il disegno con la loro creatività. Tutti i bambini del mondo hanno la forza di dare sferzate di coraggio agli adulti e fortificare i loro momenti di debolezza. Grazie bambini! 

Ecco tutti i disegni della Scuola Primaria Canal, Istituto Comprensivo Morosini di Venezia:

Classe 4B
Classe 4A

Beirut Venezia per lo Sviluppo Sostenibile con Agenda 2030

Il progetto “Disegni a 1000 mani, Beirut-Venezia” è orientato dall’Agenda 2030, obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile n. 1 Sconfiggere la Povertà, n. 4 Istruzione di Qualità, n. 10 Ridurre le Disuguaglianze, n. 11 Città e Comunità Sostenibili, n. 16 Pace, Giustizia e Istituzioni Solide.

L’amicizia degli artisti di Venezia arriva a Beirut

Le 7 opere realizzate a metà dagli artisti di Venezia sono appena giunte a Beirut. Si trovano presso il negozio Fabriano/Libano. Grazie alla disponibilità del titolare Jean-Claude Nahhas gli artisti del Paese dei Cedri si stanno recando, ad uno ad uno, da lui per ritirare l’elaborato. L’obiettivo è ora continuare il dialogo artistico completando lo spazio lasciato bianco, fare il proprio autoritratto e lasciare un pensiero.

Libano ancora in lockdown, ma il progetto prosegue bene

Nel Libano è in vigore un lockdown che comprende il coprifuoco dalle 17 alle 5, anche la chiusura di scuole ed università. Gli artisti che indossano la mascherina si sono dotati di un permesso speciale con l’indicazione dell’orario di andata e ritorno. Hanno raggiunto il negozio chi a piedi, chi in automobile, poi hanno ritirato il foglio scattando anche foto ricordo. In tutti loro traspare grande gioia, emozione e commozione.

Il dialogo tra gli artisti e Pesce di Pace

Alcuni commenti del dialogo sul progetto “Disegni a 1000 mani”: nice; è un piacere far parte di questo artistico e meraviglioso progetto; great day; è un progetto comune educativo e progressivo; fantastico. Qualcuno si è messo subito al lavoro. La prima: l’artista Lamia Saab Muhtar che felice ha ascoltato canzoni italiane come “O sole mio”, “Ti amo”, Tornerò”. Contemporaneamente ha scritto il suo pensiero e ritratto se stessa. Da Venezia gli artisti li salutano con: “Siamo davvero felici. Che meraviglia. Ci ricorderemo per sempre i vostri capolavori”.  

Beirut Venezia per lo Sviluppo Sostenibile con Agenda 2030

Il progetto “Disegni a 1000 mani, Beirut-Venezia” è orientato dall’Agenda 2030, obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile n. 1 Sconfiggere la Povertà, n. 4 Istruzione di Qualità, n. 10 Ridurre le Disuguaglianze, n. 11 Città e Comunità Sostenibili, n. 16 Pace, Giustizia e Istituzioni Solide.

Nel breve video la presidente Nadia De Lazzari introduce gli SDGs dell’Agenda 2030 legati al progetto educativo internazionale. Un particolare ringraziamento va all’ASViS.

Congo: il dolore di Venezia Pesce di Pace

Oggi una tragica notizia, nella Repubblica Democratica del Congo è stato attaccato un convoglio Onu che si occupa del programma alimentare scolastico. L’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il suo carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e un autista del World Food Programme hanno perso la vita.

Venezia Pesce di Pace esprime le condoglianze e la vicinanza alle famiglie. L’associazione di volontariato ricorda l’impegno verso i bambini di Kinshasa, veri diamanti del Paese, e il viaggio nella capitale congolese – febbraio 1998 – accolta nell’Ambasciata italiana dall’Ambasciatore Pietro Ballero. Il progetto “Mabanga ma motuya” ha ricevuto il plauso del Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro