Beirut, Venezia e i bambini: pura poesia per il cuore e la mente

Yara e Mustapha sono i primi bambini libanesi a ricevere i disegni dall’Italia

Due grandi sorrisi, tanta spontaneità e due fogli da disegno fra le mani. Gli elaborati provengono da Venezia, esattamente dalla Scuola Primaria Canal dell’Istituto Comprensivo Morosini.

Yara

Nella città delle gondole li hanno colorati due piccoli studenti occupando solo metà spazio. La parte bianca l’hanno lasciata per i piccoli amici di Beirut (ancora non si conoscono) che vivono nel Paese dei Cedri.

Mustapha

I bambini veneziani hanno illustrato la loro città tra case colorate, il Canal Grande, la gondola e mezzo sole. Ora il compito di Yara e Mustapha, “artisti in erba” libanesi, è quello di continuare il disegno con la loro creatività. Tutti i bambini del mondo hanno la forza di dare sferzate di coraggio agli adulti e fortificare i loro momenti di debolezza. Grazie bambini! 

Ecco tutti i disegni della Scuola Primaria Canal, Istituto Comprensivo Morosini di Venezia:

Classe 4B
Classe 4A

Beirut Venezia per lo Sviluppo Sostenibile con Agenda 2030

Il progetto “Disegni a 1000 mani, Beirut-Venezia” è orientato dall’Agenda 2030, obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile n. 1 Sconfiggere la Povertà, n. 4 Istruzione di Qualità, n. 10 Ridurre le Disuguaglianze, n. 11 Città e Comunità Sostenibili, n. 16 Pace, Giustizia e Istituzioni Solide.

L’amicizia degli artisti di Venezia arriva a Beirut

Le 7 opere realizzate a metà dagli artisti di Venezia sono appena giunte a Beirut. Si trovano presso il negozio Fabriano/Libano. Grazie alla disponibilità del titolare Jean-Claude Nahhas gli artisti del Paese dei Cedri si stanno recando, ad uno ad uno, da lui per ritirare l’elaborato. L’obiettivo è ora continuare il dialogo artistico completando lo spazio lasciato bianco, fare il proprio autoritratto e lasciare un pensiero.

Libano ancora in lockdown, ma il progetto prosegue bene

Nel Libano è in vigore un lockdown che comprende il coprifuoco dalle 17 alle 5, anche la chiusura di scuole ed università. Gli artisti che indossano la mascherina si sono dotati di un permesso speciale con l’indicazione dell’orario di andata e ritorno. Hanno raggiunto il negozio chi a piedi, chi in automobile, poi hanno ritirato il foglio scattando anche foto ricordo. In tutti loro traspare grande gioia, emozione e commozione.

Il dialogo tra gli artisti e Pesce di Pace

Alcuni commenti del dialogo sul progetto “Disegni a 1000 mani”: nice; è un piacere far parte di questo artistico e meraviglioso progetto; great day; è un progetto comune educativo e progressivo; fantastico. Qualcuno si è messo subito al lavoro. La prima: l’artista Lamia Saab Muhtar che felice ha ascoltato canzoni italiane come “O sole mio”, “Ti amo”, Tornerò”. Contemporaneamente ha scritto il suo pensiero e ritratto se stessa. Da Venezia gli artisti li salutano con: “Siamo davvero felici. Che meraviglia. Ci ricorderemo per sempre i vostri capolavori”.  

Beirut Venezia per lo Sviluppo Sostenibile con Agenda 2030

Il progetto “Disegni a 1000 mani, Beirut-Venezia” è orientato dall’Agenda 2030, obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile n. 1 Sconfiggere la Povertà, n. 4 Istruzione di Qualità, n. 10 Ridurre le Disuguaglianze, n. 11 Città e Comunità Sostenibili, n. 16 Pace, Giustizia e Istituzioni Solide.

Nel breve video la presidente Nadia De Lazzari introduce gli SDGs dell’Agenda 2030 legati al progetto educativo internazionale. Un particolare ringraziamento va all’ASViS.

Congo: il dolore di Venezia Pesce di Pace

Oggi una tragica notizia, nella Repubblica Democratica del Congo è stato attaccato un convoglio Onu che si occupa del programma alimentare scolastico. L’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il suo carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e un autista del World Food Programme hanno perso la vita.

Venezia Pesce di Pace esprime le condoglianze e la vicinanza alle famiglie. L’associazione di volontariato ricorda l’impegno verso i bambini di Kinshasa, veri diamanti del Paese, e il viaggio nella capitale congolese – febbraio 1998 – accolta nell’Ambasciata italiana dall’Ambasciatore Pietro Ballero. Il progetto “Mabanga ma motuya” ha ricevuto il plauso del Presidente della Repubblica Italiana Oscar Luigi Scalfaro