Incontri di Pace nella gondola dell’Arte

Il mare Mediterraneo unisce tre continenti, l’Europa, l’Asia, l’Africa. Anche l’arte con il suo linguaggio universale fa incontrare persone di differenti culture. E’ questo lo spirito della composizione artistica realizzata a quattro mani, a Beirut dall’artista Mona Jabbour (parte superiore) e a Venezia dall’artista Maurizio Amendola (parte inferiore).

L’opera è stata dipinta in due distinti momenti. Il lato alto è ispirato a un racconto mitologico di un anziano greco. E’ da ricordare che la scrittura fenicia ha dato vita all’alfabeto greco. Da questo ha preso forma l’alfabeto cirillico che si è diffuso in Europa orientale.

Nel dipinto un grande spazio è dedicato al mar Mediterraneo dove un tempo navigava l’antico popolo fenicio. La particolare spiegazione arriva dall’artista Mona Jabbour nata nel Paese dei Cedri: “A scuola da piccola era mio stile fare dipinti di poesie”. Qui per continuare lo scambio con l’artista veneziano ha scelto il tema della mitologia, quello dell’Europa che era una principessa fenicia.

Nella parte superiore c’è quindi il passato con la sua storia. Da notare il francobollo con le lettere fenicie. In quella inferiore il futuro è rappresentato da una gondola colorata carica di bambini provenienti da tutto il mondo. I piccoli ambasciatori di pace lanciano palloncini in segno di gioia.

Nel retro del dipinto l’artista Mona Jabbour accanto all’autoritratto ha scritto questo commento in lingua inglese: “L’arte è un linguaggio universale: gli artisti comunicano idee, esprimono emozioni, danno spazio alla creatività e progettano le loro visioni… Per ridurre i conflitti collettivi o personali del nostro mondo è molto prezioso dare ai bambini la possibilità di un’educazione che porterà all’autorealizzazione, quindi al progresso”.

Il dipinto verrà donato a una scuola che ha partecipato al progetto educativo internazionale “Disegni a 1000 mani”, ideato da Nadia De Lazzari dell’associazione di volontariato Venezia: Pesce di Pace. 

Beirut Venezia per lo Sviluppo Sostenibile Agenda 2030

Il progetto “Disegni a 1000 mani, Beirut-Venezia” è orientato dall’Agenda 2030, obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile n. 1 Sconfiggere la Povertà, n. 4 Istruzione di Qualità, n. 10 Ridurre le Disuguaglianze, n. 11 Città e Comunità Sostenibili, n. 16 Pace, Giustizia e Istituzioni Solide.

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Samuele e mamma Marta per i diritti dei bambini

Oggi, 20 novembre, nel pianeta si celebra la Giornata mondiale dei diritti dei bambini e degli adolescenti (31esimo anno della Convenzione ONU, ratificata in Italia il 29 maggio 1991).

Un modo per ricordarla è un “disegno a 1000 mani” tra Venezia e Beirut. Vi partecipano 8 scuole, 500 bambini, 240 insegnanti e genitori. In questo video Samuele presenta mamma Marta che spiega il suo mezzo disegno. In uno stesso foglio, colorato a distanza e in tempi diversi, trovano spazio i disegni di due bambini, due insegnanti, due genitori. Gioia, tenerezza, affetto, amore sono i suoi ingredienti.

Una sfida in tempo di pandemia da Covid19. L’idea, nata 28 anni fa, è dell’associazione di volontariato Venezia: Pesce di Pace. Già realizzata in: Kinshasa, Gerusalemme, Ulaan – Bator, Mosca, Islamabad, Istanbul, Berlino, Rodi, Rabat, Tunisi. La Convenzione dell’ONU (54 articoli) si ispira su 4 principi: non discriminazione; superiore interesse del minore; diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo; rispetto per l’opinione del minore.

Videomessaggio della Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e del Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico:

Giornata universale dei bambini: dichiarazione congiunta della Commissione europea e dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

1000 mani disegnano la Pace con il progetto Beirut Venezia

Sul Mediterraneo 1000 mani costruiscono un ponte di amicizia tra Beirut e Venezia. Il Coronavirus unisce il mondo della scuola, bambini, genitori, insegnanti, dirigenti scolastici.

Nella tradizionale festa di San Martino, molto sentita in città, i bambini faranno baccano in aula con matite colorate e fogli di carta. Il loro mezzo disegno, nobile gesto di solidarietà e di pace, andrà poi lontano, a Beirut. Disegneranno anche insegnanti e genitori.

Ad unire le due città sul Mediterraneo saranno i disegni e i messaggi di 500 persone di bambini e adulti. In tempi diversi coloreranno lo stesso foglio da disegno piegato a metà. Iniziano gli scolari di Venezia, poi completano “l’opera” i coetanei di Beirut.

Il nuovo progetto educativo e formativo si chiama “Disegni a 1000 mani, Beirut-Venezia”. Prende il via mercoledì 11 novembre, festa di San Martino, il santo della solidarietà che ha donato mezzo mantello per darlo a un povero infreddolito.

In laguna la festa dedicata ai bambini ha davvero un’impronta speciale anche in tempo di pandemia. Ad ogni piccolo studente sarà consegnato un foglio di carta. A lui il compito di colorarne metà e lasciare l’altra parte all’amico sconosciuto. Un modo per creare un legame verso gli amici di Beirut che a breve frequenteranno la scuola. Infatti il neo Ministro dell’Istruzione Tarek Majzoub, docente universitario e giudice al Consiglio della Shura libanese, non ha ancora autorizzato gli alunni delle scuole elementari a seguire l’attività didattica in presenza.

I temi proposti ai piccoli studenti sono due. Uno riguarda l’attualità: “A scuola in tempo di covid”. L’altro il luogo di residenza: “La mia città”. Nel retro del foglio due spazi: uno è dedicato per un pensiero agli amici lontani e un altro per un disegno con il proprio autoritratto.

Tra le novità del progetto “Disegni a 1000 mani”: nel foglio di carta oltre ai piccoli “artisti in erba” si cimenteranno anche insegnanti e genitori in un percorso di amicizia, solidarietà, pace.

PARTECIPANTI E SOSTENITORI

a Beirut

Dalla Scuola di Al Fanar Collège Notre Dame Du Mont Carmel la direttrice Ghada Shalah: “Ringrazio tutti per questo progetto di amicizia. Grazie bambini, grazie Venezia. Il vostro gesto ci ricorda che siamo fatti per la solidarietà. Ci insegnate a reagire, a ricominciare da capo, sempre. Con disegni a 1000 mani ci date una grande lezione di umanità. Ne abbiamo bisogno”.

a Venezia

Il progetto vede protagoniste 7 scuole elementari: Istituto Comprensivo Morosini di Venezia con le scuole Canal (classe 4A e 4B), Manzoni (classe 4) e Zambelli (classe 4); Istituto Cavanis di Venezia (classe 3 e 4); Scuola Gallina di Venezia (classi 4A e 4B); Istituto San Giuseppe di Caburlotto di Venezia (classi 3 e 4); Istituto Comprensivo Manin di Cavallino Treporti con la Scuola Pascoli (classe 3A e 3B).

Il progetto ha il plauso del Patriarca di Venezia Francesco Moraglia e il sostegno di APV Investimenti. A suggellare l’importanza del progetto “Disegni a 1000 mani” il Segretario di Stato di Sua Santità, Cardinale Pietro Parolin, che ha inviato una lettera a Nadia De Lazzari, promotrice dell’associazione di volontariato Venezia: Pesce di Pace. Così scrive il porporato: “Sono lieto di questa iniziativa, tenendo conto anche della difficile situazione in cui si trova il Libano, come ho potuto constatare di persona, durante la visita compiuta qualche settimana fa”.

OBIETTIVI AGENDA 2030

Il progetto “Disegni a 1000 mani, Beirut-Venezia” è orientato dall’Agenda 2030, obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile n. 1 Sconfiggere la Povertà, n. 4 Istruzione di Qualità, n. 10 Ridurre le Disuguaglianze, n. 11 Città e Comunità Sostenibili, n. 16 Pace, Giustizia e Istituzioni Solide.

LA GENESI DEL PROGETTO

Il Progetto è stato ideato 28 anni fa da Nadia De Lazzari, presidente dell’associazione di volontariato Venezia: Pesce di Pace. Era l’11 novembre 1992 quando la piccola Sara Lombardo, 7 anni, della scuola elementare San Girolamo con i compagni di classe ha colorato, per prima, mezzo girotondo. A Sarajevo lo ha completato il piccolo Hamdija Kovacevic. I bambini si sono poi incontrati a Venezia. A fare la spola per portare i fogli (e aiuti umanitari di prima necessità organizzando 8 convogli diretti a Sarajevo, Mostar, Spalato) la veneziana Nadia De Lazzari che li distribuiva nelle scuole della capitale bosniaca nel pieno della guerra. Con i C-130 partiva dall’aeroporto di Falconara e da lì raggiungeva sotto le bombe la capitale bosniaca. Con uno zaino rosso e un barattolo di vetro contenente pesci rossi, simbolo di Venezia, di volontà di movimento e di speranza, si spostava in bicicletta o a piedi e raggiungeva le scuole. Altri progetti con la stessa modalità sono già stati realizzati in Veneto, anche a Capri, Trento, Trieste, Kinshasa, Gerusalemme, Ulaan–Bator, Rodi, Berlino, Istanbul, Mosca, Hewitt, Islamabad, Londra, New York, Yerevan, Tunisi, Rabat.

Segui il progetto anche su Facebook www.facebook.com/VeneziaPesceDiPace

ISTITUTO CAVANIS

Ben 51 piccoli studenti dell’Istituto Cavanis partecipano al progetto “Beirut Venezia, Disegni a 1000 mani”. Le classi sono tre: 3, 4, 5. Oggi a Venezia, è festa speciale perché ricorre il giorno di San Martino.

In laguna, in tempo di covid, gli alunni “battono” San Martino in modo inconsueto, non con pentole e campane ma con matite colorate e fogli di carta. Le loro piccole mani che faranno un disegno su metà foglio per gli amici sconosciuti rappresentano un ponte per costruire la pace.

Ecco Venezia e Beirut, città amiche, insieme nello stesso foglio.

Bravi bambini il vostro è un nobile gesto di solidarietà. Siete piccoli ambasciatori di pace!

Grazie al dirigente scolastico Claudio Callegaro e grazie alle insegnanti Adriana Fanecco e Martina Zanon (classe 3), Beatrice Pettenello (classe 4), Sabrina Duriatti (classe 5).

SCUOLA GALLINA

Nel giorno di San Martino, festa speciale in laguna, l’insegnante Francesca Melloni della scuola primaria Gallina ha ritirato i fogli di carta che sono stati poi consegnati ai bambini delle classi 3 e 4. I piccoli studenti non hanno potuto incontrare, per ragioni di covid, “Pesce di Pace”. Così insegnante e bambini hanno avuto un’idea geniale.

“Pesce di Pace” entrerà presto in classe in modalità virtuale. Cioè presenterà il Progetto “Beirut – Venezia, Disegni a 1000 mani” con un video. Buon lavoro bambini. I vostri amici lontani sono in attesa dei vostri capolavori. A presto!

SCUOLA MANZONI

Un ampio giardino e tutt’attorno murales colorati. Rappresentano Venezia con il Canal Grande, il ponte di Rialto, le gondole. Accanto a questi uno scatto fotografico con l’insegnante Claudia Negrisolo che ha appena ricevuto da Nadia De Lazzari dell’associazione di volontariato Venezia: Pesce di Pace i 19 fogli di carta che consegnerà agli alunni della sua classe 4 della scuola Manzoni dell’Istituto Comprensivo Morosini.

In lei c’è grande entusiasmo. Felice di questo nuovo progetto educativo/formativo la docente spiegherà tutto ai suoi alunni. Anche lei farà un disegno a metà e chiederà ad un paio di genitori di fare altrettanto.

E’ tempo di covid e le regole vanno rispettate. Sulla gradinata interna della scuola appaiono grandi cartelli. In uno di questi è scritto: “lascia tre gradini da chi ti precede”.

SCUOLA CANAL

“Scusate il disordine, siamo impegnati a imparare”. La frase, appesa alla porta della classe, dice tutto di una scuola – gli scolari, gli insegnanti, la bidella, i libri, il materiale didattico, i disinfettanti, le mascherine – sempre in continuo movimento.

Come i 31 fogli di carta consegnati lunedì 10 novembre alle insegnanti delle classi 4A e 4B. Compito dei piccoli studenti, delle insegnanti e di alcuni genitori sarà quello di disegnare mezzo elaborato e lasciare una metà per il coetaneo che vive a Beirut. Due i temi proposti: “La scuola in tempo di covid” e “La mia città”.

Buon lavoro bambini, insegnanti e genitori!

ISTITUTO SAN GIUSEPPE DEL CABURLOTTO

Martedì 10 novembre i bambini delle classi 3 e 4 hanno ricevuto i fogli da disegno. Presenti la direttrice suor Beatrice e le due insegnanti. I bambini inizieranno a colorarli l’11 novembre, giorno di San Martino. In questo giorno, 28 anni fa, “Pesce di Pace” ha consegnato il primo disegno a quattro mani.

Classe terza

Grande l’entusiasmo dei 19 alunni che hanno ascoltato “Pesce di Pace”, posto domande e spiegato come eseguiranno il loro mezzo disegno. Una bimba ha detto: “Disegnerò la mia città con un ponte che va dritto a Beirut”. Un bimbo ha subito aggiunto: “Questo Progetto mi piace molto. Non è un disegno, è un impegno per la vita”. Momenti di grande gioia quando i bambini collegandosi con whatsapp hanno salutato a gran voce la direttrice della scuola di Beirut: “Ciao, siamo i bambini di Venezia”.

La solidarietà non ha distanze e confini. Appeso alla parete un cartellone con fiori e farfalle multicolori e la scritta “La scuola ti dà ali per volare”.

Classe quarta

18 piccoli studenti attenti e curiosi hanno chiesto il significato delle parole “volontari e volontariato””. E’ un servizio gratuito, un donare il proprio tempo a persone o a particolari situazioni. Suor Beatrice ha ricordato i volontari che un anno fa – era il 12 novembre – hanno aiutato a pulire il piano terra della scuola invasa dall’acqua alta.

“Pesce di Pace” ha parlato del Libano dove è stata nel 2006. A loro ora il compito di disegnare “La scuola in tempo di covid”. “Rispettiamo le regole per il bene comune”, hanno detto i bambini. Piccoli e con la mentalità giusta. Poi uno alla volta rispettando le distanze si sono avvicinati alla lavagna apponendo la loro firma.

SCUOLA ZAMBELLI

Lunedì 9 novembre i 24 piccoli studenti della classe 4 della Scuola Primaria Zambelli dell’Istituto COmprensivo Statale Morosini hanno ricevuto da “Pesce di Pace” i fogli da disegno.

Ora gli alunni coloreranno metà parte, l’altra la lasceranno bianca per il completamento ai coetanei di Beirut. Nadia De Lazzari, ideatrice dell’iniziativa, li ha consegnati alle insegnanti Lorenza Gisotti e Anna Prenassi.

Un commento della docente Lorenza felice di partecipare al Progetto “Beirut – Venezia, Disegni a 1000 mani”: “Ho parlato dell’iniziativa educativa ai genitori della mia classe. Sono entusiasti e ringraziano Pesce di Pace. Sarebbe bello alla fine fare un collegamento via web con i bambini di Beirut e i nostri”.

I sogni, le speranze dei piccoli si avverano sempre!

SCUOLA PASCOLI

Eccola entusiasta mamma Marta Perissinotto. Sottobraccio i fogli che consegnerà alle insegnanti delle classi 3A e 3B. Appena venuta a conoscenza del Progetto educativo/formativo “Beirut – Venezia, Disegni a 1000 mani” l’ha segnalato all’insegnante Miriam Vian, fiduciaria del Plesso Pascoli dell’Istituto Comprensivo Manin di Cavallino Treporti. Il Progetto, inviato al Dirigente Scolastico, è stato valutato positivamente per la sua valenza culturale.

Queste le parole di mamma Marta Perissinotto: “Il Progetto mi è piaciuto subito. Dà l’opportunità ai nostri figli di conoscere realtà lontane e diverse. In tempo di covid poi fa capire che non si è soli. L’iniziativa dà speranza”.

TRENTO, 11.11.2019, Teatro San Marco: Convegno “PROGETTO AZIZ” dedicato a Fabrizio Forti, padre cappuccino

COMUNICATO STAMPA, Convegno TRENTO, 11 novembre 2019

Dall’emarginazione e dalle sbarre di un carcere alla dignità e all’integrazione passando attraverso il mondo del volontariato e della scuola.

foto carcere a trento da sx Nadia De Lazzari, Amina Selmane, Anna Rita Nuzzaci venezia pesce di pace - mai più qui progetto aziz.jpeg

da sinistra Nadia De Lazzari, Autrice del Progetto e Giornalista Amina Selmane, Console Generale del Tegno del Marocco Anna Rita Nuzzaci, Direttore Carcere Spini di Gardolo

La storia di “AZIZ”, bella e commovente, diventa tema del Convegno multidisciplinare “Mai più qui. La forza di ricominciare” argomentato dal punto di vista giornalistico, giuridico, diplomatico, spirituale, culturale. L’evento si terrà al Teatro San Marco lunedì 11 novembre dalle 9:00 alle 13:30.

Interventi Convegno 11 novembre 2019, TRENTO – Teatro San Marco

  • “Il riscatto”, Alberto Folgheraiter, giornalista
  • “La storia”, Nadia De Lazzari, autrice del Progetto, giornalista
  • “Chi sono?”, testimonianza di Aziz
  • “Un Pesce per dialogare”, Anna Rita Nuzzaci, direttore della Casa Circondariale di Spini di Gardolo
  • “Pena, il carcere: la dignità del detenuto come premessa indispensabile”, Andrea De Bertolini, avvocato
  • “Fratello”, +Arcivescovo di Trento Lauro Tisi
  • “Il ritorno”, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Verona e Vicenza Yosef R. Labi
  • “Il nuovo orizzonte della vita”, Imam del Coreis (Comunità religiosa islamica italiana) AbdAllah Mikail Mocci
  • Console Generale Regno del Marocco Amina Selmane

Tra i partecipanti al Convegno studenti del Liceo Rosmini di Trento.

Il libro “Progetto Aziz. Mai Più QUi. La Forza di ricominciare” si trova presso il convento dei frati cappuccini “Mensa della Provvidenza”, referente priore padre Massimo Lorandini.

L’Evento è orientato dall’Agenda 2030 Onu, obiettivi di Sviluppo Sostenibile 4 (istruzione di qualità) e 16 (pace, giustizia e istituzioni forti).

ISCRIZIONI 

Link al sito Ordine dei Giornalisti (4 crediti)

Link al sito Ordine degli Avvocati (3 crediti)

OSPITI inviare email a veneziapescedipace@gmail.com

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Locandina Convegno Multidisciplinare PROGETTO AZIZ – Trento, 11 novembre 2019

Disegno “Pesce di Pace” ideato da Aziz in carcere

pesce di pace Convegno Multidisplinare PROGETTO AZIZ - Trento, 11 novembre 2019

Rappresenta la libertà in un contesto di linee orizzontali (mare e cielo) e non verticali quali le sbarre del carcere. All’interno del pesce si incontrano linee concentriche che stanno a significare le impronte degli uomini, differenti e unite tra loro.

Mostra opere d’arte Progetto AZIZ

Google Maps per Teatro San Marco di Trento

VENEZIA – Presentato il libro di Aziz con la mostra “Le parole e le immagini”. Console del Marocco: “inclusione sociale possibile”. 11 novembre Convegno a Trento

FOTO Progetto Aziz - Venezia, Accademia Belle Arti 23 maggio 2019 console marocco Almina Selmane Luana Zanella Giuseppe La Bruna Nadia De Lazzari Paola Mar Alberto Folgheraiter.jpg

Presentato all’Accademia di Belle Arti il libro “Mai più qui. La forza di ricominciare” scritto dal detenuto Abdelaaziz Aamri e la mostra “Le parole e le immagini”.

Per il “Progetto Aziz” è arrivata anche la telefonata del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte con i complimenti per la lodevole iniziativa e l’incoraggiamento a non fermarsi.

Amina Selmane Console Regno del Marocco Venezia Pesce di Pace 23 maggio 2019.pngLa Console del Regno del Marocco Almina Selmane ha espresso il suo plauso a Nadia De Lazzari di Venezia Pesce di Pace, autrice del Progetto, all’Accademia, ai docenti e agli studenti di Venezia e di Tunisi che hanno tramutato i testi in opere d’arte. Sono 25 racconti scritti in cella, di notte, da Aziz che si è commosso quando ha appreso che i suoi scritti sarebbero stati dipinti da giovani artisti. “La storia di Aziz può essere presa come esempio di un’inclusione sociale possibile”, ha detto la Console.

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Emozionati la presidente Luana Zanella e il direttore Giuseppe La Bruna. “Il dialogo tra gli allievi e le parole di un detenuto da un luogo lontano costituiscono un processo verso un salto di qualità”, ha annotato Zanella. “L’idea di recuperare un uomo è un dovere. Siamo artisti ma non perdiamo il contatto con la realtà. Trasformiamo il dolore, l’emarginazione in segno”, ha precisato La Bruna.  

Alberto Folgheraiter foto venezia 23 maggio 2019Alberto Folgheraiter, giornalista RAI, ha scritto la prefazione al libro: “L’arte accompagna le parole di un uomo che è cambiato”. Nadia De Lazzari che segue Aziz da 4 anni ha ricordato le sue parole: “Qui il tempo scorre diverso. Vivo perché so che fuori fanno il tifo per me”.

Paola Mar assessore al turismo venezia 23 maggio 2019.pngPaola Mar, Assessore al Turismo della Città di Venezia, ha concluso: “Attraverso l’arte avete avuto la possibilità di immaginare e concretizzare questa dimensione del “tempo infinito”, di essere sinergici e di comprendere passioni ed emozioni altrui andando oltre le parole. L’arte è un linguaggio universale attraverso cui ci scopriamo tutti più vicini”.

All’Accademia di Belle Arti, guidati dalla docente Diana Ferrara, abbiamo esplorato il Laboratorio dove sono state ideate e realizzate gran parte delle opere prodotte dagli studenti.

Il “Progetto Aziz”, sostenuto da un Vescovo, un Imam, un Rabbino, continuerà con un convegno a Trento promosso da Venezia Pesce di Pace. Vi parteciperanno avvocati, giornalisti, docenti accademici, educatori.

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Mai più qui: con il Progetto Aziz c’è la forza di ricominciare

Il carcere e la scuola, il racconto e il disegno, il riscatto e la speranza. Due mondi si incrociano e promuovono una società pacifica e inclusiva per uno sviluppo sostenibile.

Il Progetto sostenuto da un Vescovo, un Imam, un Rabbino, prende vita in carcere, occasione preziosa per cambiare strada. Si inserisce nel principio di rieducazione della pena (art. 27 della Costituzione e Stati Generali dell’Esecuzione penale) con l’obiettivo di sviluppare integrazione e capacità di resilienza per il detenuto Aziz.

Progetto in collaborazione con:
Accademia di Belle Arti di Venezia, Casa Circondariale di Trento, Patriarca di Venezia, Presidente Comunità Religiosa Islamica Italiana, Rabbino Capo Comunità Ebraica di Venezia, Arcivescovo dell’Aricdiocesi di Trento, Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per il Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, gruppo insegnanti e studenti di Tunisi.

Al Senato della Repubblica la cerimonia di encomio per “501 disegni a sei mani, dalla Giustizia alla Pace, due città, due capitali, Venezia e Trento, Roma e Tunisi”

Il 7 febbraio 2018 a Roma, nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, si è tenuta la cerimonia di encomio per il progetto internazionale “501 disegni a sei mani, dalla Giustizia alla Pace, due città, due capitali, Venezia e Trento, Roma e Tunisi”, patrocinato dal Ministero della Giustizia e promosso dall’Associazione Venezia Pesce di Pace.

Nadia De Lazzari, ideatrice del progetto e responsabile dell’Associazione, era presente con la Presidente del Consiglio Comunale di Venezia Ermelinda Damiano, rav Valter Di Castro, rav Shalom Hazan, rav Yosef Y. Labi, imam Adam Abd al – Samad Cocilovo, membro del Consiglio delle Guide Religiose Coreis, padre comboniano Stefano Zuin, già cappellano del Carcere di Trento, Giuseppe Lazzarotto, delegato apostolico per Gerusalemme e Palestina, Daniela Candida, collaboratore vicario Istituto Comprensivo Francesco Morosini, Anna Rosa Stalio, coordinatrice didattica, Gianpaolo Bevitori docente, Istituto Comprensivo Morpurgo Tedeschi delle Scuole Ebraiche di Trieste. Ha introdotto i lavori istituzionali il senatore Giuseppe Francesco Maria Marinello.

Dopo Venezia e Trento (all’interno del carcere), il progetto “501 disegni a sei mani” che ha coinvolto 1.500 bambini tunisini, marocchini e texani, che hanno raccontato l’amicizia e scritto messaggi di pace nella propria lingua con l’aiuto anche di alcuni detenuti, passa dunque per la capitale e successivamente sbarcherà a Tunisi, in un messaggio di speranza e solidarietà, all’insegna della diversità che è ricchezza e non minaccia.

I protagonisti sono stati i bambini di scuole pubbliche, paritarie, ebraiche, musulmane che hanno dato vita a schizzi di colori e di riflessioni.