TRENTO, 11.11.2019, Teatro San Marco: Convegno “PROGETTO AZIZ” dedicato a Fabrizio Forti, padre cappuccino

COMUNICATO STAMPA, Convegno TRENTO, 11 novembre 2019

Dall’emarginazione e dalle sbarre di un carcere alla dignità e all’integrazione passando attraverso il mondo del volontariato e della scuola.

foto carcere a trento da sx Nadia De Lazzari, Amina Selmane, Anna Rita Nuzzaci venezia pesce di pace - mai più qui progetto aziz.jpeg

da sinistra Nadia De Lazzari, Autrice del Progetto e Giornalista Amina Selmane, Console Generale del Tegno del Marocco Anna Rita Nuzzaci, Direttore Carcere Spini di Gardolo

La storia di “AZIZ”, bella e commovente, diventa tema del Convegno multidisciplinare “Mai più qui. La forza di ricominciare” argomentato dal punto di vista giornalistico, giuridico, diplomatico, spirituale, culturale. L’evento si terrà al Teatro San Marco lunedì 11 novembre dalle 9:00 alle 13:30.

Interventi Convegno 11 novembre 2019, TRENTO – Teatro San Marco

  • “Il riscatto”, Alberto Folgheraiter, giornalista
  • “La storia”, Nadia De Lazzari, autrice del Progetto, giornalista
  • “Chi sono?”, testimonianza di Aziz
  • “Un Pesce per dialogare”, Anna Rita Nuzzaci, direttore della Casa Circondariale di Spini di Gardolo
  • “Pena, il carcere: la dignità del detenuto come premessa indispensabile”, Andrea De Bertolini, avvocato
  • “Fratello”, +Arcivescovo di Trento Lauro Tisi
  • “Il ritorno”, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Verona e Vicenza Yosef R. Labi
  • “Il nuovo orizzonte della vita”, Imam del Coreis (Comunità religiosa islamica italiana) AbdAllah Mikail Mocci
  • Console Generale Regno del Marocco Amina Selmane

Tra i partecipanti al Convegno studenti del Liceo Rosmini di Trento.

Il libro “Progetto Aziz. Mai Più QUi. La Forza di ricominciare” si trova presso il convento dei frati cappuccini “Mensa della Provvidenza”, referente priore padre Massimo Lorandini.

L’Evento è orientato dall’Agenda 2030 Onu, obiettivi di Sviluppo Sostenibile 4 (istruzione di qualità) e 16 (pace, giustizia e istituzioni forti).

ISCRIZIONI 

Link al sito Ordine dei Giornalisti (4 crediti)

Link al sito Ordine degli Avvocati (3 crediti)

OSPITI inviare email a veneziapescedipace@gmail.com

PDF Programma.png

Locandina Convegno Multidisciplinare PROGETTO AZIZ – Trento, 11 novembre 2019

Disegno “Pesce di Pace” ideato da Aziz in carcere

pesce di pace Convegno Multidisplinare PROGETTO AZIZ - Trento, 11 novembre 2019

Rappresenta la libertà in un contesto di linee orizzontali (mare e cielo) e non verticali quali le sbarre del carcere. All’interno del pesce si incontrano linee concentriche che stanno a significare le impronte degli uomini, differenti e unite tra loro.

Mostra opere d’arte Progetto AZIZ

Google Maps per Teatro San Marco di Trento

VENEZIA – Presentato il libro di Aziz con la mostra “Le parole e le immagini”. Console del Marocco: “inclusione sociale possibile”. 11 novembre Convegno a Trento

FOTO Progetto Aziz - Venezia, Accademia Belle Arti 23 maggio 2019 console marocco Almina Selmane Luana Zanella Giuseppe La Bruna Nadia De Lazzari Paola Mar Alberto Folgheraiter.jpg

Presentato all’Accademia di Belle Arti il libro “Mai più qui. La forza di ricominciare” scritto dal detenuto Abdelaaziz Aamri e la mostra “Le parole e le immagini”.

Per il “Progetto Aziz” è arrivata anche la telefonata del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte con i complimenti per la lodevole iniziativa e l’incoraggiamento a non fermarsi.

Amina Selmane Console Regno del Marocco Venezia Pesce di Pace 23 maggio 2019.pngLa Console del Regno del Marocco Almina Selmane ha espresso il suo plauso a Nadia De Lazzari di Venezia Pesce di Pace, autrice del Progetto, all’Accademia, ai docenti e agli studenti di Venezia e di Tunisi che hanno tramutato i testi in opere d’arte. Sono 25 racconti scritti in cella, di notte, da Aziz che si è commosso quando ha appreso che i suoi scritti sarebbero stati dipinti da giovani artisti. “La storia di Aziz può essere presa come esempio di un’inclusione sociale possibile”, ha detto la Console.

Luana Zanella Giuseppe La Bruna Nadia De lazari FOTO 23 maggio 2019.jpg

Emozionati la presidente Luana Zanella e il direttore Giuseppe La Bruna. “Il dialogo tra gli allievi e le parole di un detenuto da un luogo lontano costituiscono un processo verso un salto di qualità”, ha annotato Zanella. “L’idea di recuperare un uomo è un dovere. Siamo artisti ma non perdiamo il contatto con la realtà. Trasformiamo il dolore, l’emarginazione in segno”, ha precisato La Bruna.  

Alberto Folgheraiter foto venezia 23 maggio 2019Alberto Folgheraiter, giornalista RAI, ha scritto la prefazione al libro: “L’arte accompagna le parole di un uomo che è cambiato”. Nadia De Lazzari che segue Aziz da 4 anni ha ricordato le sue parole: “Qui il tempo scorre diverso. Vivo perché so che fuori fanno il tifo per me”.

Paola Mar assessore al turismo venezia 23 maggio 2019.pngPaola Mar, Assessore al Turismo della Città di Venezia, ha concluso: “Attraverso l’arte avete avuto la possibilità di immaginare e concretizzare questa dimensione del “tempo infinito”, di essere sinergici e di comprendere passioni ed emozioni altrui andando oltre le parole. L’arte è un linguaggio universale attraverso cui ci scopriamo tutti più vicini”.

All’Accademia di Belle Arti, guidati dalla docente Diana Ferrara, abbiamo esplorato il Laboratorio dove sono state ideate e realizzate gran parte delle opere prodotte dagli studenti.

Il “Progetto Aziz”, sostenuto da un Vescovo, un Imam, un Rabbino, continuerà con un convegno a Trento promosso da Venezia Pesce di Pace. Vi parteciperanno avvocati, giornalisti, docenti accademici, educatori.

LOCANDINA evento 29 maggio 2019 a Venezia PROGETTO AZIZ.jpg

Mai più qui: con il Progetto Aziz c’è la forza di ricominciare

Il carcere e la scuola, il racconto e il disegno, il riscatto e la speranza. Due mondi si incrociano e promuovono una società pacifica e inclusiva per uno sviluppo sostenibile.

Il Progetto sostenuto da un Vescovo, un Imam, un Rabbino, prende vita in carcere, occasione preziosa per cambiare strada. Si inserisce nel principio di rieducazione della pena (art. 27 della Costituzione e Stati Generali dell’Esecuzione penale) con l’obiettivo di sviluppare integrazione e capacità di resilienza per il detenuto Aziz.

Progetto in collaborazione con:
Accademia di Belle Arti di Venezia, Casa Circondariale di Trento, Patriarca di Venezia, Presidente Comunità Religiosa Islamica Italiana, Rabbino Capo Comunità Ebraica di Venezia, Arcivescovo dell’Aricdiocesi di Trento, Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per il Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, gruppo insegnanti e studenti di Tunisi.

Al Senato della Repubblica la cerimonia di encomio per “501 disegni a sei mani, dalla Giustizia alla Pace, due città, due capitali, Venezia e Trento, Roma e Tunisi”

Il 7 febbraio 2018 a Roma, nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, si è tenuta la cerimonia di encomio per il progetto internazionale “501 disegni a sei mani, dalla Giustizia alla Pace, due città, due capitali, Venezia e Trento, Roma e Tunisi”, patrocinato dal Ministero della Giustizia e promosso dall’Associazione Venezia Pesce di Pace.

Nadia De Lazzari, ideatrice del progetto e responsabile dell’Associazione, era presente con la Presidente del Consiglio Comunale di Venezia Ermelinda Damiano, rav Valter Di Castro, rav Shalom Hazan, rav Yosef Y. Labi, imam Adam Abd al – Samad Cocilovo, membro del Consiglio delle Guide Religiose Coreis, padre comboniano Stefano Zuin, già cappellano del Carcere di Trento, Giuseppe Lazzarotto, delegato apostolico per Gerusalemme e Palestina, Daniela Candida, collaboratore vicario Istituto Comprensivo Francesco Morosini, Anna Rosa Stalio, coordinatrice didattica, Gianpaolo Bevitori docente, Istituto Comprensivo Morpurgo Tedeschi delle Scuole Ebraiche di Trieste. Ha introdotto i lavori istituzionali il senatore Giuseppe Francesco Maria Marinello.

Dopo Venezia e Trento (all’interno del carcere), il progetto “501 disegni a sei mani” che ha coinvolto 1.500 bambini tunisini, marocchini e texani, che hanno raccontato l’amicizia e scritto messaggi di pace nella propria lingua con l’aiuto anche di alcuni detenuti, passa dunque per la capitale e successivamente sbarcherà a Tunisi, in un messaggio di speranza e solidarietà, all’insegna della diversità che è ricchezza e non minaccia.

I protagonisti sono stati i bambini di scuole pubbliche, paritarie, ebraiche, musulmane che hanno dato vita a schizzi di colori e di riflessioni.